Archivio di aprile 2011

I monologhi della vagina

sabato, 23 aprile 2011

i-monologhi-della-vagina

titolo: I monologhi della vagina

autore: Eve Ensler

Quando nel 1994 Eve Ensler (drammaturga, poetessa, scenneggiatrice e regista di New York) compose “I monologhi della vagina”, non aveva idea che ne sarebbe scaturito un movimento mondiale, finalizzato a porre fine alle violenze di cui sono vittime le donne e le bambine di tutto il mondo.
Tutto è nato da uno spettacolo teatrale, in cui l’autrice interpretava i monologhi da lei composti, ispirati e tratti da circa duecento interviste fatte da lei stessa ad altrettante donne di cultura, razza, età, estrazione sociale, storia di vita diverse. Era il 1996 ed Eve riempì inaspettatamente le sale. Due anni più tardi, nel giorno di S.Valentino, assieme a delle volontarie attiviste newyorkesi, fondò il V-Day: un evento contrassegnato da una rappresentazione di beneficienza dei “Monologhi della vagina”, con cui si raccolsero 250mila dollari in una sola serata. Era nato il movimento del V-Day, un movimento fondato su tre profonde convinzioni: “che l’arte ha il potere di trasformare il modo di pensare della gente e di spronarla ad agire; che cambiamenti sociali e culturali duraturi vengono trasmessi da persone ordinarie che fanno cose straordinarie; e che le donne di un determinato luogo sanno di cosa ha bisogno la loro comunità e possono diventare leader inarrestabili”. Il movimento diede voce alle donne nascoste dietro la vergogna, dietro il silenzio, dietro la paura e piano piano si dipanò in utti gli stati del Nord America. Prese piede anche in ambito universitario, oltrepassò gli oceani ed arrivò sino in Africa, in Europa e in Medio Oriente. Oggi il V-Day può vantare risultati straordinari con la nascita di numerosissime Case sicure in cui bambine e donne possono trovar rifugio e rispetto dei prorpi diritti.
Ne “I monologhi della vagina” Eve Ensler ha dato spazio alle donne e bambine vittime di stupro e incesto, alle lesbiche, alle prostitute, alle “donne di conforto”, alle donne scomparse di Juàrez, alle donne transessuali, alle donne islamiche e a quelle a cui non è mai stato permesso chiamare la vagina col suo vero nome.Vengono infranti tabù vecchi come il mondo, si pronunciano ad alta voce le parole “clitoride” e “vulva”.
Ci sono storie esilaranti, altre strazianti. Alcune piene di speranza, altre cariche di disperazione e angoscia. Io mi sono scoperta molto più debole di quanto pensassi: debole di fronte ai retaggi culturali che mi porto appresso, nonostante sia nata nel vicino 1980. Sono già madre, eppure ci sono molti passi in avanti che devo ancora compiere…e non vedo l’ora di farli!
Un libro illuminante davvero, che andrebbe letto da tutti!
Visitate il sito http://www.vday.org/

Yucatan

martedì, 19 aprile 2011

yucatan

titolo: Yucatan

autore: Andrea De Carlo

Nell’introduzione a questo romanzo lo stesso autore dichiara che “Yucatan” è il suo libro meno capito, più enigamtico. Molti amanti di De Carlo si son detti delusi da questa lettura. Io , per contro, non lo sono anche se fluttuo ancora tra perplessità e meraviglia. Ho finito da qualche minuto questa strana strana storia, e devo metabolizzarla bene.
Il romanzo è ispirato ad un viaggio realmente vissuto da Andrea (amoremio) De Carlo nell’ ’84. Venne chiamato dal maestro Fellini per scrivere un film sui libri di Carlos Castaneda (chi di voi ne ha letti e saprebbe illuminarmi a riguardo??), e fu così che partirono insieme verso Los Angeles per raggiungere poi il Messico alla ricerca dei luoghi, delle atmosfere e dei personaggi da portare in scena.
I protagonisti di “Yucatan” nulla hanno a che vedere con il grande regista e lo scrittore reali, ma immagino che le sensazioni di indeterminatezza, di torpore, di confusione onirica siano, invece, quelle vissute perdavvero dai due. Per tutto lo svolgersi dell’intreccio ho avuto l’impressione di essere una funambola. Neanche troppo esperta, in verità, quindi timorosa, mai del tutto sicura che non sarei caduta. Questo stato d’animo ha giovato a tener alta l’attenzione sui dettagli della storia, ma mi ha creato non poca ansia verso il finale. E’ vero, la tensione si scioglie, ma non si resta né sereni né sollevati: solo pronti a rivivere un viaggio simile, ricaricati.
De Carlo anche qui bacchetta l’America opulenta, imperialista, consumista, distruttrice, pacchiana, vanitosa. Ci porta nei non-luoghi anonimi e omologati del nuovo mondo e ci lascia prender coscienza della loro freddezza e del loro squallore. Ci parla per simboli non troppo facili da decifrare, ci fa sudare nell’aria umida del Messico per sopire le nostre menti…e poi le risveglia a suon di imprevisti, di contrasti d’emozioni, di repentini cambi di scena.
Ho trovato la trama originalissima, seppur il finale mi abbia un po’ disorientata.
Non è un romanzo rappresentativo di De Carlo e non certo uno dei migliori suoi che abbia letto, ma mi è piaciuto

Tavole d’autore

venerdì, 15 aprile 2011

tavole_autore

titolo: Tavole d’autore

autori: Roberto Carretta – Renato Viola

Con questo post ringrazio ancora una volta Anita de “Il leone verde Edizioni” per avermi regalato il libro.

Tra l’altro questo libro mi parla…come mio solito ho saltato l’introduzione per poi leggerla alla fine, dopo essermi fatta un’idea su quello che ho letto. Il primo capitolo “Un invitato inatteso all’Ultima Cena” mi ha subito ricordato che il capolavoro di Leonardo si trova al Refettorio di Santa Maria delle Grazie (pag. 11) …apri a caso libro e trovi le risposte al dubbio che ci era venuto passeggiando per Torino solo poche ore prima, non può essere solo una coincidenza! Il libro ha sentito la nostra curiosità!

L’ho appena iniziato a leggere e anche questo, come per questo qui, si ha bisogno dei supporti visivi dei libri di storia dell’arte o di internet!

La donna della domenica

lunedì, 11 aprile 2011

lddd

titolo: La donna della domenica

autore: Fruttero e Lucentini

Altra lettura “presa in prestito” dalla biblioteca di mio padre. Il libro è abbastanza intricato, con un sacco di personaggi e di storie che si sovrappongono sullo sfondo della bella città di Torino.

Due dei protagonisti, Massimo ed Anna Carla, si ritrovano implicati in un caso di omicidio loro malgrado. Nel loro modo di vivere ed interpretare la Torino “bene” involontariamente si mettono continuamente nei guai.

Nel frattempo le indagini del commissario Santamaria procedono prendendo in varie direzioni fino a trovare la soluzione finale grazie ad un proverbio piemontese.