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Archivi per la categoria ‘letture’

Il giorno prima della felicità

lunedì, 30 maggio 2011

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titolo: Il giorno prima della felicità

autore: Erri De Luca

De Luca è uno degli autori che, finora, non mi ha mai delusa. In questo romanzo viene narrata in prima persona la storia di un ragazzo nato durante la seconda guerra mondiale e che, rimasto orfano, viene adottato da una donna, che però lo affida alla custodia del portiere del palazzo dove il ragazzino è nato.

Dalle storie di don Gaetano, il portiere tuttofare, il ragazzo impara la vita e a leggere le persone, a sentirne i pensieri. Il bambino cresce, diventa ragazzo e uomo, affronta l’amore e le sue tragiche conseguenze, mette in pratica ciò che ha imparato dai racconti del suo “custode”.

Da rileggere, ci sono frasi che ti vorresti portare dietro per sempre.

L’animale donna

lunedì, 30 maggio 2011

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titolo: L’animale donna

autore: Desmond Morris

Di Morris ho già avuto occasione di scrivere qui. Come sempre, quando un autore si rivela interessante, voglio leggerne qualche altro libro. Anche questa volta non mi ha delusa. Morris analizza il corpo femminile e la sua evoluzione (dal punto di vista dell’etologo) pezzo per pezzo, dai capelli ai piedi. Ogni capitolo è ricco di curiosità e approfondimenti antropologici, scritto in modo immediato (è veramente per tutti) e con l’umorismo sottile che contraddistingue l’autore.

I monologhi della vagina

sabato, 23 aprile 2011

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titolo: I monologhi della vagina

autore: Eve Ensler

Quando nel 1994 Eve Ensler (drammaturga, poetessa, scenneggiatrice e regista di New York) compose “I monologhi della vagina”, non aveva idea che ne sarebbe scaturito un movimento mondiale, finalizzato a porre fine alle violenze di cui sono vittime le donne e le bambine di tutto il mondo.
Tutto è nato da uno spettacolo teatrale, in cui l’autrice interpretava i monologhi da lei composti, ispirati e tratti da circa duecento interviste fatte da lei stessa ad altrettante donne di cultura, razza, età, estrazione sociale, storia di vita diverse. Era il 1996 ed Eve riempì inaspettatamente le sale. Due anni più tardi, nel giorno di S.Valentino, assieme a delle volontarie attiviste newyorkesi, fondò il V-Day: un evento contrassegnato da una rappresentazione di beneficienza dei “Monologhi della vagina”, con cui si raccolsero 250mila dollari in una sola serata. Era nato il movimento del V-Day, un movimento fondato su tre profonde convinzioni: “che l’arte ha il potere di trasformare il modo di pensare della gente e di spronarla ad agire; che cambiamenti sociali e culturali duraturi vengono trasmessi da persone ordinarie che fanno cose straordinarie; e che le donne di un determinato luogo sanno di cosa ha bisogno la loro comunità e possono diventare leader inarrestabili”. Il movimento diede voce alle donne nascoste dietro la vergogna, dietro il silenzio, dietro la paura e piano piano si dipanò in utti gli stati del Nord America. Prese piede anche in ambito universitario, oltrepassò gli oceani ed arrivò sino in Africa, in Europa e in Medio Oriente. Oggi il V-Day può vantare risultati straordinari con la nascita di numerosissime Case sicure in cui bambine e donne possono trovar rifugio e rispetto dei prorpi diritti.
Ne “I monologhi della vagina” Eve Ensler ha dato spazio alle donne e bambine vittime di stupro e incesto, alle lesbiche, alle prostitute, alle “donne di conforto”, alle donne scomparse di Juàrez, alle donne transessuali, alle donne islamiche e a quelle a cui non è mai stato permesso chiamare la vagina col suo vero nome.Vengono infranti tabù vecchi come il mondo, si pronunciano ad alta voce le parole “clitoride” e “vulva”.
Ci sono storie esilaranti, altre strazianti. Alcune piene di speranza, altre cariche di disperazione e angoscia. Io mi sono scoperta molto più debole di quanto pensassi: debole di fronte ai retaggi culturali che mi porto appresso, nonostante sia nata nel vicino 1980. Sono già madre, eppure ci sono molti passi in avanti che devo ancora compiere…e non vedo l’ora di farli!
Un libro illuminante davvero, che andrebbe letto da tutti!
Visitate il sito http://www.vday.org/

Yucatan

martedì, 19 aprile 2011

yucatan

titolo: Yucatan

autore: Andrea De Carlo

Nell’introduzione a questo romanzo lo stesso autore dichiara che “Yucatan” è il suo libro meno capito, più enigamtico. Molti amanti di De Carlo si son detti delusi da questa lettura. Io , per contro, non lo sono anche se fluttuo ancora tra perplessità e meraviglia. Ho finito da qualche minuto questa strana strana storia, e devo metabolizzarla bene.
Il romanzo è ispirato ad un viaggio realmente vissuto da Andrea (amoremio) De Carlo nell’ ‘84. Venne chiamato dal maestro Fellini per scrivere un film sui libri di Carlos Castaneda (chi di voi ne ha letti e saprebbe illuminarmi a riguardo??), e fu così che partirono insieme verso Los Angeles per raggiungere poi il Messico alla ricerca dei luoghi, delle atmosfere e dei personaggi da portare in scena.
I protagonisti di “Yucatan” nulla hanno a che vedere con il grande regista e lo scrittore reali, ma immagino che le sensazioni di indeterminatezza, di torpore, di confusione onirica siano, invece, quelle vissute perdavvero dai due. Per tutto lo svolgersi dell’intreccio ho avuto l’impressione di essere una funambola. Neanche troppo esperta, in verità, quindi timorosa, mai del tutto sicura che non sarei caduta. Questo stato d’animo ha giovato a tener alta l’attenzione sui dettagli della storia, ma mi ha creato non poca ansia verso il finale. E’ vero, la tensione si scioglie, ma non si resta né sereni né sollevati: solo pronti a rivivere un viaggio simile, ricaricati.
De Carlo anche qui bacchetta l’America opulenta, imperialista, consumista, distruttrice, pacchiana, vanitosa. Ci porta nei non-luoghi anonimi e omologati del nuovo mondo e ci lascia prender coscienza della loro freddezza e del loro squallore. Ci parla per simboli non troppo facili da decifrare, ci fa sudare nell’aria umida del Messico per sopire le nostre menti…e poi le risveglia a suon di imprevisti, di contrasti d’emozioni, di repentini cambi di scena.
Ho trovato la trama originalissima, seppur il finale mi abbia un po’ disorientata.
Non è un romanzo rappresentativo di De Carlo e non certo uno dei migliori suoi che abbia letto, ma mi è piaciuto

Tavole d’autore

venerdì, 15 aprile 2011

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titolo: Tavole d’autore

autori: Roberto Carretta – Renato Viola

Con questo post ringrazio ancora una volta Anita de “Il leone verde Edizioni” per avermi regalato il libro.

Tra l’altro questo libro mi parla…come mio solito ho saltato l’introduzione per poi leggerla alla fine, dopo essermi fatta un’idea su quello che ho letto. Il primo capitolo “Un invitato inatteso all’Ultima Cena” mi ha subito ricordato che il capolavoro di Leonardo si trova al Refettorio di Santa Maria delle Grazie (pag. 11) …apri a caso libro e trovi le risposte al dubbio che ci era venuto passeggiando per Torino solo poche ore prima, non può essere solo una coincidenza! Il libro ha sentito la nostra curiosità!

L’ho appena iniziato a leggere e anche questo, come per questo qui, si ha bisogno dei supporti visivi dei libri di storia dell’arte o di internet!

La donna della domenica

lunedì, 11 aprile 2011

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titolo: La donna della domenica

autore: Fruttero e Lucentini

Altra lettura “presa in prestito” dalla biblioteca di mio padre. Il libro è abbastanza intricato, con un sacco di personaggi e di storie che si sovrappongono sullo sfondo della bella città di Torino.

Due dei protagonisti, Massimo ed Anna Carla, si ritrovano implicati in un caso di omicidio loro malgrado. Nel loro modo di vivere ed interpretare la Torino “bene” involontariamente si mettono continuamente nei guai.

Nel frattempo le indagini del commissario Santamaria procedono prendendo in varie direzioni fino a trovare la soluzione finale grazie ad un proverbio piemontese.

Nel museo di Reims

sabato, 19 marzo 2011

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titolo: Nel museo di Reims

autore: Daniele Del Giudice

Barnaba è un ragazzo che sta perdendo gradualmente la vista, è ormai prossimo alla cecità, e vuole imprimere nella sua memoria quanti più colori, immagini, emozioni visibili lui possa. Ha deciso di farlo attraverso i dipinti che da qualche anno studia con dedizione e amore nei musei. Ma c’è un’opera in particolare che lo chiama e che lo attira a sé. Si tratta del “Marat assassiné” di Jacques-Louis David. Così raggiunge il museo di Reims, dove la tela è conservata, ma ormai la sua vista non gli consente di percepire che ombre, contorni confusi, vaghi dettagli. Provvidenziale è l’incontro con Anne, una giovane donna che si farà interprete dei dipinti per Barnaba, ma in un modo del tutto singolare. Anne inventa scorci, personaggi, tinte, paesaggi, sfumature. Rende a Barnaba descrizioni fantasiose, docli menzogne, che lui però non le sa rimproverare, perché consapevole della solitudine che li accomuna. Solo alla fine, di fronte alla tela più importante, la comunicazione tra i due si spoglierà fino alla nuda verità: lei gli descriverà il “Marat assassiné” fedelmente, mentre lui svelerà il perché di tanto amore per quell’opera. Ai paragrafi scritti in prima persona, in cui è il protagonista stesso a parlare, si alternano quelli scritti in terza persona.
Un racconto malinconico, romantico, magistralmente scritto e costruito.
Questo è amore per la parola. Questa è letteratura.
10 e lode a Daniele Del Giudice!

Rockitchen

giovedì, 17 marzo 2011

rockitchen

titolo: Rockitchen

autori: Paola de Angelis, Andrea Tantucci

Mi concedo il piacere di segnalarvi un libro di ricette da leccarsi…le orecchie.
Si tratta di “Rockitchen – 30 menu per 30 dischi”. I menu sono suddivisi per stagioni, e oguno di essi è ispirato dalle atmosfere e dalla personalità di uno dei grandi dischi della storia. Convivialità, gusto, ascolto condiviso, delizia del palato e delle orecchie. Dai fusilli con fave, piselli, fagiolini e limone di Bob Marley al cous cous ai frutti di mare di De André, dalle bruschette alle verdure di Elvis alla torta al cioccolato di Jimi Hendrix, dal pollo fritto di Billie Holiday allo stufato di carne alla birra dei Sex Pistols. E ancora Nick Drake, i Beatles, Nick Cave and the Bad Seeds, Patti Smith… Musica e cucina in perfetta armonia, con ricette che guardano al passato, ma creative e mai scontate. Lo chef è una garanzia: lo conosco personalmente e, oltre ad essere una bella persona e un cultore della musica, è un affidabile e appassionato professionista tra i fornelli (con vsita orto!).
Ho sperimentato proprio il 4 marzo scorso uno degli abbinamenti proposti, presso il suo locale “Il maiale volante”: serata iniziata con l’ascolto in totale silenzio dell’album “Revolver” (perfino lo gnomo ascoltava e ballava!!) e finita a tavola, col menu suo fratello.

Presenti anche un ricettario base per facilitare chi non ha molta dimestichezza con la cucina (brodo vegetale, brodo di carne, pasta all’uovo, etc.) e un glossario.

“La mia cucina si basa fondamentalmente su un principio: il rispetto. Per il cibo e chi lo produce, innanzitutto, per le stagioni, per l’ambiente e per i miei commensali.”
Andrea Tantucci

Vite ribelli

lunedì, 7 marzo 2011

vite ribelli

titolo: Vite ribelli

autori: vari

Dieci persone. Dieci ribelli. Dieci modi di vivere e manifestare la ribellione. Tutti con l’unico desiderio di avere giustizia, verità, uguaglianza. Nunzia Petacciato, Luigi Di Liegro, Gino Donè, Felicia Impastato, Gian Maria Volonté, Ilaria Alpi, Paolo Sollier, Maria Grazia Cutuli, Rino Gaetano, Giovanni Spampinato.
Un libro che mi ha arricchita e illuminata, che mi ha permesso di conoscere fatti e volti che fino ad ora avevo trascurato o addirittura ignorato. Tanti spunti riflessivi e motivi di approfondimento. Interessanti bibliografie. E, per non farci mancare nulla, anche note biografiche sui dieci autori delle storie.
Una scoperta fatta per caso durante un giro in biblioteca. Magnifica casualità!

Viaggio in India

domenica, 6 marzo 2011

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titolo: Viaggio in India

autore: Hermann Hesse

Seppur mi aspettassi un contenuto diverso, più mistico e spirituale, questo libro non mi ha affatto delusa. Sono rimasta impressionata dall’attualità delle osservazioni che Hesse ha fatto durante il suo viaggio, nel lontano 1911. Critica aspramente l’impronta lasciata dai colonizzatori occidentali nel profondo, magico, misterioso Oriente. Denuncia lo scempio di architetture dissonanti con l’ambiente che le circondano; elogia la lentezza e la rilassatezza indiane, la suggestività delle starde cinesi; inorridisce di fronte alla strage di alberi del ferro nella foresta vergine e agli Olandesi dediti solo al gioco delle carte, al fumo e all’alcol.
Sono sempre più affascinata dalla scrittura di Hesse, oltre che dal suo pensare. Descrizioni che non lasciano nulla al caso, che fotografano inequivocabilmente squarci di paesaggi e di vita con tale romanticismo e poeticità, da lasciar basiti.
“Alberi dignitosi”, “vegetazione pigra”, “strada convulsa”, “luce piena d’oro e di tepore”, “pioggia selvaggia, avida, devastatrice”, “alba gialla”, “cielo impietosamente caldo”, “selvaggio silenzio”, “ardente fertilità”, “oscurità lanuginosa”, “feconda valle”, “aria febbrile”, “colore turchino fosco e nobile”, “notte blu”, “caldo satanico”, “cielo torrido e nero”, “scimmie selvaggiamente liete”,”iridescenti farfalle”, “folle febbre di vita e di prodigalità”, “soffocante ebbrezza di procreazione”, “bosco eterno”, “esuberante vegetazione”: tutto questo,e molto di più, è l’Oiente di Hesse. Incredibilmente affascinante il capitolo “Sogno a Singapore”, senza dubbio intriso degli effetti dell’oppio, del vino rosso e del whisky del cui frequente uso lo scrittore non fa mistero.
Ho due rimproveri da fargli, però:
* detesto la sua passione per le farfalle, che lo ha portato a catturarne di vive e meravigliose per arricchirne la collezione;
*”Prima di partire, buttammo le bottiglie vuote nel fiume”. Non mi capacito ancora di un tale attentato alla natura, disinvoltamente confessato nel corso del racconto.

“Una casa malese, appena terminata, dopo tre mesi, sarà perfettamente integrata nel paesaggio, come se fosse stata costruita da cinquant’anni; invece un palazzo residenziale olandese, una chiesa inglese o un edificio scolastico cattolico di stile francese non potranno mai rallegrare il nostro sguardo, fintanto che non avranno posto termine alla loro esistenza carica di colpe e non avranno restituito alla natura le singole parti di cui sono composte”.