Archivi per la categoria ‘narrativa’

Guida galattica per gli autostoppisti

giovedì, 2 maggio 2013
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titolo: Guida galattica per gli autostoppisti

 

autore: Douglas Adams

 

Questa recensione la dedico a due cari amici e alla mia curiosita’.

Non avrei mai comprato questo libro se, leggendo i loro commenti (per me incomprensibili), non fosse sorta in me una grandissima curiosita’ di leggerlo!
 
Devo dire che e’ veramente unico, divertente, intelligente. Ogni dieci pagine c’e’ un brano che vorrei segnarmi e rileggere, in ogni capitolo qualche frase talmente “azzeccata” che vorrei avere l’occasione di usarla!
 
Da leggere, senza alcun dubbio! 

La leggenda del santo bevitore

giovedì, 28 marzo 2013

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titolo: La leggenda del santo bevitore

autore: Joseph Roth

Considerato il testamento letterario di Roth, questo breve racconto si legge in una sera.

Andreas, clochard che vive sotto i ponti, incontra una sera un anziano signore che gli dona 200 franchi. Il clochard prende l’impegno di restituirli, facendo un’offerta alla chiesa di Santa Thérèse. I giorni passano e si susseguono una serie di “miracoli” e ricadute nella tentazione, nel vizio e nel piacere, nei quali Andreas mostra tutta la sua fragile umanità, ma anche la ferma volontà di essere un uomo d’onore.

Yucatan

martedì, 19 aprile 2011

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titolo: Yucatan

autore: Andrea De Carlo

Nell’introduzione a questo romanzo lo stesso autore dichiara che “Yucatan” è il suo libro meno capito, più enigamtico. Molti amanti di De Carlo si son detti delusi da questa lettura. Io , per contro, non lo sono anche se fluttuo ancora tra perplessità e meraviglia. Ho finito da qualche minuto questa strana strana storia, e devo metabolizzarla bene.
Il romanzo è ispirato ad un viaggio realmente vissuto da Andrea (amoremio) De Carlo nell’ ’84. Venne chiamato dal maestro Fellini per scrivere un film sui libri di Carlos Castaneda (chi di voi ne ha letti e saprebbe illuminarmi a riguardo??), e fu così che partirono insieme verso Los Angeles per raggiungere poi il Messico alla ricerca dei luoghi, delle atmosfere e dei personaggi da portare in scena.
I protagonisti di “Yucatan” nulla hanno a che vedere con il grande regista e lo scrittore reali, ma immagino che le sensazioni di indeterminatezza, di torpore, di confusione onirica siano, invece, quelle vissute perdavvero dai due. Per tutto lo svolgersi dell’intreccio ho avuto l’impressione di essere una funambola. Neanche troppo esperta, in verità, quindi timorosa, mai del tutto sicura che non sarei caduta. Questo stato d’animo ha giovato a tener alta l’attenzione sui dettagli della storia, ma mi ha creato non poca ansia verso il finale. E’ vero, la tensione si scioglie, ma non si resta né sereni né sollevati: solo pronti a rivivere un viaggio simile, ricaricati.
De Carlo anche qui bacchetta l’America opulenta, imperialista, consumista, distruttrice, pacchiana, vanitosa. Ci porta nei non-luoghi anonimi e omologati del nuovo mondo e ci lascia prender coscienza della loro freddezza e del loro squallore. Ci parla per simboli non troppo facili da decifrare, ci fa sudare nell’aria umida del Messico per sopire le nostre menti…e poi le risveglia a suon di imprevisti, di contrasti d’emozioni, di repentini cambi di scena.
Ho trovato la trama originalissima, seppur il finale mi abbia un po’ disorientata.
Non è un romanzo rappresentativo di De Carlo e non certo uno dei migliori suoi che abbia letto, ma mi è piaciuto

Nel museo di Reims

sabato, 19 marzo 2011

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titolo: Nel museo di Reims

autore: Daniele Del Giudice

Barnaba è un ragazzo che sta perdendo gradualmente la vista, è ormai prossimo alla cecità, e vuole imprimere nella sua memoria quanti più colori, immagini, emozioni visibili lui possa. Ha deciso di farlo attraverso i dipinti che da qualche anno studia con dedizione e amore nei musei. Ma c’è un’opera in particolare che lo chiama e che lo attira a sé. Si tratta del “Marat assassiné” di Jacques-Louis David. Così raggiunge il museo di Reims, dove la tela è conservata, ma ormai la sua vista non gli consente di percepire che ombre, contorni confusi, vaghi dettagli. Provvidenziale è l’incontro con Anne, una giovane donna che si farà interprete dei dipinti per Barnaba, ma in un modo del tutto singolare. Anne inventa scorci, personaggi, tinte, paesaggi, sfumature. Rende a Barnaba descrizioni fantasiose, docli menzogne, che lui però non le sa rimproverare, perché consapevole della solitudine che li accomuna. Solo alla fine, di fronte alla tela più importante, la comunicazione tra i due si spoglierà fino alla nuda verità: lei gli descriverà il “Marat assassiné” fedelmente, mentre lui svelerà il perché di tanto amore per quell’opera. Ai paragrafi scritti in prima persona, in cui è il protagonista stesso a parlare, si alternano quelli scritti in terza persona.
Un racconto malinconico, romantico, magistralmente scritto e costruito.
Questo è amore per la parola. Questa è letteratura.
10 e lode a Daniele Del Giudice!

Viaggio in India

domenica, 6 marzo 2011

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titolo: Viaggio in India

autore: Hermann Hesse

Seppur mi aspettassi un contenuto diverso, più mistico e spirituale, questo libro non mi ha affatto delusa. Sono rimasta impressionata dall’attualità delle osservazioni che Hesse ha fatto durante il suo viaggio, nel lontano 1911. Critica aspramente l’impronta lasciata dai colonizzatori occidentali nel profondo, magico, misterioso Oriente. Denuncia lo scempio di architetture dissonanti con l’ambiente che le circondano; elogia la lentezza e la rilassatezza indiane, la suggestività delle starde cinesi; inorridisce di fronte alla strage di alberi del ferro nella foresta vergine e agli Olandesi dediti solo al gioco delle carte, al fumo e all’alcol.
Sono sempre più affascinata dalla scrittura di Hesse, oltre che dal suo pensare. Descrizioni che non lasciano nulla al caso, che fotografano inequivocabilmente squarci di paesaggi e di vita con tale romanticismo e poeticità, da lasciar basiti.
“Alberi dignitosi”, “vegetazione pigra”, “strada convulsa”, “luce piena d’oro e di tepore”, “pioggia selvaggia, avida, devastatrice”, “alba gialla”, “cielo impietosamente caldo”, “selvaggio silenzio”, “ardente fertilità”, “oscurità lanuginosa”, “feconda valle”, “aria febbrile”, “colore turchino fosco e nobile”, “notte blu”, “caldo satanico”, “cielo torrido e nero”, “scimmie selvaggiamente liete”,”iridescenti farfalle”, “folle febbre di vita e di prodigalità”, “soffocante ebbrezza di procreazione”, “bosco eterno”, “esuberante vegetazione”: tutto questo,e molto di più, è l’Oiente di Hesse. Incredibilmente affascinante il capitolo “Sogno a Singapore”, senza dubbio intriso degli effetti dell’oppio, del vino rosso e del whisky del cui frequente uso lo scrittore non fa mistero.
Ho due rimproveri da fargli, però:
* detesto la sua passione per le farfalle, che lo ha portato a catturarne di vive e meravigliose per arricchirne la collezione;
*”Prima di partire, buttammo le bottiglie vuote nel fiume”. Non mi capacito ancora di un tale attentato alla natura, disinvoltamente confessato nel corso del racconto.

“Una casa malese, appena terminata, dopo tre mesi, sarà perfettamente integrata nel paesaggio, come se fosse stata costruita da cinquant’anni; invece un palazzo residenziale olandese, una chiesa inglese o un edificio scolastico cattolico di stile francese non potranno mai rallegrare il nostro sguardo, fintanto che non avranno posto termine alla loro esistenza carica di colpe e non avranno restituito alla natura le singole parti di cui sono composte”.

Il più grande uomo scimmia del pleistocene

lunedì, 13 dicembre 2010

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titolo: Il più grande uomo scimmia del pleistocene

autore: Roy Lewis

Storia “fantascientifica” di una famiglia di uomini scimmia del Pleistocene. Edward l’innovatore contro zio Vania conservatore; la scoperta del fuoco, dell’arte, il passaggio alla dieta onnivora, l’invenzione di nuove armi…il tutto legato da una costante ironia, con discrepanze scientifiche, un linguaggio moderno in un ambiente preistorico ed i protagonisti tipizzati a rappresentare alcune categorie umane, ciascuna con i suoi pregi ed i suoi difetti.

L’evoluzione dell’uomo scimmia verso la trasformazione in uomo moderno, teso alla ricerca costante di qualcosa di nuovo; combattuto tra il conservare solo per il proprio clan le scoperte fatte al fine di mantenere la propria superiorità o di diffonderle per il progresso dell’intera specie. Divertimento intelligente, merce rara e preziosa. Non lasciamoci ingannare dal titolo o dalla copertina.

Accabadora

martedì, 19 ottobre 2010

copTitolo: Accabadora

Autore: Michela Murgia

Vincitrice del Premio Campiello 2010 Michela Murgia racconta con molta intensità la Sardegna degli anni 50 e il rapporto tra queste due donne, Bonaria Urrai e Maria, madre e figlia, ma soprattutto “anima e fill’e anima”.  

Della Murgia avevo già letto credo il suo  primo romanzo Il mondo deve sapere e l’avevo trovato molto divertente e molto attinente alla realtà e anche con Accabadora non mi ha affatto delusa.

Vedi di non morire

lunedì, 6 settembre 2010

vedi di non morire

autore: Josh Bazell

titolo: Vedi di non morire

Ho ordinato questo libro on line, dopo aver letto alcuni commenti entusiastici, d’impulso. Sarà stata l’aspettativa di cui l’ho caricato dopo i commenti, ma devo dire che il libro in sé mi ha delusa un po’. Si fa leggere molto velocemente, la storia appassiona, lo stile è quantomeno originale. Il personaggio è un curioso serial killer, che per redimersi decide di fare il medico. Il libro ripercorre la sua storia, in un alternarsi di presente e passato. Il personaggio e la trama sono ricchi di ironia, e questo lo rende molto leggibile. Un po’ troppo pulp, per il mio gusto, e forse è proprio questo che mi ha delusa un po’.

Se una notte d’inverno un viaggiatore feat. Il cibo come cultura

lunedì, 19 aprile 2010

1 & 2

titoli: Se una notte d’inverno un viaggiatore & Il cibo come cultura

autori: Italo Calvino & Massimo Montanari

Chiunque abbia letto “Se una notte d’inverno un viaggiatore” potrà capire perfettamente quanto sto per scrivere.

Si inizia a leggere il libro tutti contenti e poi sul più bello, cambia la storia. Sul momento dici: “NOOO!”, poi vai avanti e pensi: “Calvino è un genio!”

Perché l’ho abbinato a “Il cibo come cultura”?!? Dunque, questa sera appassionata dall’argomento “modernità della cucina regionale” proprio non riuscivo a staccarmene, quando all’improvviso…ho vissuto un deja vu: nella mia copia mancano, nell’ordine: pagg. 116-117, 120-121, 124-125…e avanti così fino a 150…

Va bene, mi è già capitato di comprare un libro con le pagine incollate alla rovescia rispetto alla copertina (questa storia un’altra volta)…ma questo mai!

Che faccio? Scrivo all’editore e mi faccio inviare le pagine mancanti per e-mail? Cerco il libro in biblioteca? Completo le pagine bianche con la fantasia?

A prova di baby

mercoledì, 17 febbraio 2010

a prova di baby

Titolo: A prova di baby

Autore: Emily Giffin

Questo libro l’ho preso in prestito da Tatiana, senz nemmeno leggere la descrizione in copertina…

E’ la storia di Claudia, una trentenne convinta di non volere figli che affronta mille vicissitudini proprio in nome di questa convinzione… il matrimonio con Ben, che ha le sue stesse convinzioni, sembra il passo ideale verso una vita a due, ma la nascita del bimbo di una coppia di amici complica le cose…

Insomma, pensavo di aver trovato un libro che difendesse la scelta di essere “childfree” fino in fondo, ma avrei dovuto leggere prima il profilo dell’autrice, che è mamma di 3 bimbi!